Scuolagenitori's Blog

Un sito dei genitori per i genitori

Le coccole della mamma sono preziose..come il latte.

“NON TENERLO SEMPRE IN BRACCIO, LO STAI VIZIANDO!”

Quante volte, mamme, vi siete sentiti dire questa frase? Eppure le coccole, soprattutto materne, sono una risorsa necessaria e fondamentale per la sana crescita del vostro bambino.

Il primo anno di vita dev’ essere di autentica devozione verso il neonato, dice il medico psicoanalista inglese Donald Winnicott.

Volete saperne di più? Volete dire la vostra? Lasciate un commento e vi invieremo subito l’articolo intero.

[articolo di Daniele Novara, tratto da Donna Moderna]

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24/12/2010 Posted by | Libri e articoli | 14 commenti

Bambini in vacanza!!

Vacanze in vista, bambini in pista!! Ecco i consigli per cavarsela al meglio e trascorrere delle giornate serene..

Se siete interessati all’articolo intero (tratto da Donna Moderna) lasciate un commento e vi sarà subito inviato!!

23/12/2010 Posted by | Libri e articoli | , , , , | 7 commenti

Quali sono gli errori più comuni nell’educazione dei figli?

Le regole non sono uno strumento di punizione o costrizione, quanto uno spazio per una crescita autonoma, sana e libera.

Non è  però sempre facile farle rispettare e condividerle con i propri figli.

Facciamo un’analisi fenomenologica degli errori più comuni:

http://www.cppp.it/files/roccanovaragiugno2009.pdf

E VOI COSA NE DITE? Lasciate il vostro commento!!

[di Daniele Novara, Rocca 15/06/2009]

23/12/2010 Posted by | Libri e articoli | 7 commenti

Un augurio per Natale..DESIDERARE!!

Fino a pochi anni fa attendere il Natale o il compleanno era denso di emozione, perché il bambino aveva l’occasione di veder esauditi alcuni suoi desideri: il giocattolo, il libro, la bicicletta. Oggetti che avevano avuto il tempo di essere sognati dal bambino, che erano aspettati talvolta anche per mesi, se non addirittura per un anno intero. La componente dell’attesa creava una piccola frustrazione nel bambino, che veniva poi ampiamente ripagata dal ricevimento dell’oggetto tanto atteso. Aspettare, figurarsi i giochi con l’oggetto ambito, alimentare il desiderio. Il desiderare è una componente fondamentale per l’età evolutiva e non solo per quella. Il desiderio consente di superare il vuoto che viene vissuto come “mancanza” a cui segue poi la realizzazione del sogno con l’ottenimento di ciò che si è desiderato. E oggi come siamo messi? Nel rapporto del CENSIS uscito in questi giorni emerge un quadro italiano davvero deprimente. Il rapporto parla di una capacità di desiderare sempre più esangue”,senza forza, indebolito da una realtà socioeconomica:

 

– che da un lato ha appagato la maggior parte delle psicologie individuali attraverso una lunga

cavalcata di soddisfazione dei desideri covati per decenni se non per secoli (…);

– e che dall’altro è basata sul primato dell’offerta che garantisce il godimento di oggetti e di

relazioni mai desiderati, o almeno non abbastanza desiderati (bambini obbligati a godere giocattoli

mai chiesti; adulti coatti, più che desideranti, al sesto tipo di telefono cellulare,ecc.) (1)

 

Dunque più predisposizione ad avere, a consumare, ad acquisire, senza darsi il tempo per desiderare ciò che si vuole. Il rapporto mette in evidenza anche un altro aspetto: la soggettività, che un tempo era un elemento di vanto, è sfociata nella sregolatezza, nella mancanza di rispetto delle leggi, nella carenza di codici educativi adeguati. I bambini e le bambine si ritrovano ad avere cose che non volevano o che sono state in qualche modo loro indotte da eccessiva fruizione mediatica. Ma anche, direi, dall’incapacità genitoriale di sopportare la frustrazione di dire “aspetta, te lo prendo dopo”. Un’incapacità che si situa in quella difficoltà a stare dentro cornici con regole chiare.

 

Allora, che fare?

  • Anticipare i minimi desideri dei figli può rendere difficile lo sviluppo dell’identità infantile,meglio limitarsi ad ascoltare e non cedere alla tentazione di dare a larghe mani ancora prima che il bambino si esprima.
  • Quando le sue richieste non possono essere soddisfatte è fondamentale che l’adulto sappia gestire l’eventuale arrabbiatura che ne deriva, senza diventare a sua volta collerico.
  • Educare al desiderio significa saper gestire il conflitto, significa creare una narrazione attorno all’attesa, significa rispettare tempi e rispettare regole.

Una bella sfida da condividere con Babbo Natale!!

 di Paola Cosolo Marangon

conflitti@cppp.it

22/12/2010 Posted by | Libri e articoli | , , , , , , | Lascia un commento

A Natale..meno giocattoli, più avventura!!

Non sarà la crisi a fermare la rincorsa dei bambini a S. Lucia, a Babbo Natale, alla Befana, ai Re Magi, ossia a tutte le figure che resistono nell’immaginario infantile come portatori  dei tanti doni di questo periodo. Più che la crisi dovrebbe essere il buon senso educativo a stabilire comunque dei confini all’eccesso di consumismo che circonda queste figure un tempo dispensatrici di pochi ed essenziali giocattoli che duravano praticamente tutto l’anno. Oggi semplicemente una tappa di uno dei molteplici momenti di cui godono i bambini nella prolungata richiesta di giochi, oggetti, video programmi e quant’altro possa soccorrere la mancanza di naturalezza, spontaneità e socializzazione creativa delle nostre ultime generazioni.

Un appello allora si rende necessario: evitare lo spreco, evitare il soffocamento consumistico, favorire una modalità educativa di vivere questo periodo. Niente moralismi, ma una sana sobrietà, una giusta essenzialità, per regalare ai bambini non tanto la proiezione dei nostri sensi di colpa, quanto la possibilità davvero di vivere nuove esperienze.

Non tutti i giocattoli hanno lo stesso sapore di avventura. Ci sono addirittura quelli che giocano da soli, trasformando il bambino in un puro e semplice spettatore. Ci sono quelli solo per gli occhi e un dito o due della mano. Qualcosa che ha a che fare con la dipendenza da video, che non lascia spazio per un’attività diretta, per un’esperienza vitale, per una scoperta che non guardare dentro uno schermo più o meno piatto.

Non è più tempo di contrapporre i giocattoli poveri ai giocattoli ricchi ma di scegliere giocattoli che consentano due esperienze fondamentali. La prima è  la socialità, l’esperienza dello stare insieme, del confrontarsi, del raccogliere gli amici per giocare. La seconda è la scoperta delle risorse personali, per divertirsi sfidando le proprie capacità, mettendosi in gioco nel gioco.

Insomma giocattoli per bambini e non bambini per giocattoli. Per un’infanzia i cui tempi vengono sempre più dettati dagli adulti e dal marketing, Natale potrà essere un’opportunità creativa e  avventurosa piuttosto che una tentazione di consumo nell’ennesimo giro al supermercato.

di Daniele Novara    [ daniele.novara@cppp.it ]

BUON GIOCO A TUTTI I BAMBINI!!

12/12/2010 Posted by | Libri e articoli | 2 commenti