Scuolagenitori's Blog

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Un augurio per Natale..DESIDERARE!!

Fino a pochi anni fa attendere il Natale o il compleanno era denso di emozione, perché il bambino aveva l’occasione di veder esauditi alcuni suoi desideri: il giocattolo, il libro, la bicicletta. Oggetti che avevano avuto il tempo di essere sognati dal bambino, che erano aspettati talvolta anche per mesi, se non addirittura per un anno intero. La componente dell’attesa creava una piccola frustrazione nel bambino, che veniva poi ampiamente ripagata dal ricevimento dell’oggetto tanto atteso. Aspettare, figurarsi i giochi con l’oggetto ambito, alimentare il desiderio. Il desiderare è una componente fondamentale per l’età evolutiva e non solo per quella. Il desiderio consente di superare il vuoto che viene vissuto come “mancanza” a cui segue poi la realizzazione del sogno con l’ottenimento di ciò che si è desiderato. E oggi come siamo messi? Nel rapporto del CENSIS uscito in questi giorni emerge un quadro italiano davvero deprimente. Il rapporto parla di una capacità di desiderare sempre più esangue”,senza forza, indebolito da una realtà socioeconomica:

 

– che da un lato ha appagato la maggior parte delle psicologie individuali attraverso una lunga

cavalcata di soddisfazione dei desideri covati per decenni se non per secoli (…);

– e che dall’altro è basata sul primato dell’offerta che garantisce il godimento di oggetti e di

relazioni mai desiderati, o almeno non abbastanza desiderati (bambini obbligati a godere giocattoli

mai chiesti; adulti coatti, più che desideranti, al sesto tipo di telefono cellulare,ecc.) (1)

 

Dunque più predisposizione ad avere, a consumare, ad acquisire, senza darsi il tempo per desiderare ciò che si vuole. Il rapporto mette in evidenza anche un altro aspetto: la soggettività, che un tempo era un elemento di vanto, è sfociata nella sregolatezza, nella mancanza di rispetto delle leggi, nella carenza di codici educativi adeguati. I bambini e le bambine si ritrovano ad avere cose che non volevano o che sono state in qualche modo loro indotte da eccessiva fruizione mediatica. Ma anche, direi, dall’incapacità genitoriale di sopportare la frustrazione di dire “aspetta, te lo prendo dopo”. Un’incapacità che si situa in quella difficoltà a stare dentro cornici con regole chiare.

 

Allora, che fare?

  • Anticipare i minimi desideri dei figli può rendere difficile lo sviluppo dell’identità infantile,meglio limitarsi ad ascoltare e non cedere alla tentazione di dare a larghe mani ancora prima che il bambino si esprima.
  • Quando le sue richieste non possono essere soddisfatte è fondamentale che l’adulto sappia gestire l’eventuale arrabbiatura che ne deriva, senza diventare a sua volta collerico.
  • Educare al desiderio significa saper gestire il conflitto, significa creare una narrazione attorno all’attesa, significa rispettare tempi e rispettare regole.

Una bella sfida da condividere con Babbo Natale!!

 di Paola Cosolo Marangon

conflitti@cppp.it

22/12/2010 - Posted by | Libri e articoli | , , , , , ,

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